Il 19 maggio, le regole e la vera sfida

Locandina evento Coordinamento 11 maggio

Locandina evento Coordinamento 11 maggio

Il metodo Boffo è l’unico argomento per chi gestisce sottopotere. Ieri sono stato sottoposto a una sequela di insulti (“invitiamo il collega giornalista pubblicista che è stato oggetto della“patacca” o del “pacco” a chiarire senza indugi se è stato vittima inconsapevole di burattinai) e intimidazioni (il collega lo dimostri immediatamente agli appartenenti alla nostra categoria. Altrimenti taccia per sempre!). Gli autori portano la firma del gruppetto del vicepresidente dell’Odg uscente, sì proprio quello che vi sta telefonando a tutte le ore, pasti compresi. La nota delirante di ieri è la reazione alla mia richiesta ufficiale al presidente dell’Odg Ottavio Lucarelli  proprio sulla regolarità di questo utilizzo di dati personali. Ora vorrei chiarire alcune cose e mettere in fila le questioni.

Le regole

Secondo l’articolo 2 del regolamente Odg non sarei “eleggibile” per una manciata di mesi (bisogna completare 5 anni “pieni” e non da “bollino” per l’iscriziona all’ordine). Puo’ essere, ma sono dignitosamente e correttemente “candidabile”. Come mai hanno sferrato intimidazioni e altre minacce (“Poi, su certi colleghi che si definiscono privi di lavoro e privi di reddito, parleremo a breve dimostrando senza ombra di dubbio che stanno mentendo spudoratamente alla categoria ed ai veri colleghi giornalisti pubblicisti inoccupati”) ?. La cosa è alquanto inquietante: stanno preparando dossier contro i candidati del Coordinamento? I precari che hanno deciso solo di candidarsi liberamente devono aspettarsi altre calunnie, minacce? Chiariscano a breve. Come mai loro che si reputano già eletti con voti blindatissimi hanno reagito in maniera così scomposta e nervosa? Perché il signore vicepresidente uscente, candidato alle elezioni politiche con il Pdl e dipendente della Regione Campania, conosce bene la politica e i suoi rischi. Secondo voi, ma a me (e a noi) cosa importa l’eleggibilità? Sono bravi a tirar fuori le regole quando a loro sono sconosciute: Carta di Firenze (se penso a quel direttore-pensionato candidato che non paga i giornalisti…) e le altre deontologiche, equo compenso, corsi truffa, gli uffici stampa e poi l’utilizzo dei dati personali per le loro campagne elettorali.  Mi accusano di essere un burattino, LORO.  Forse è giunto il momento di spiegare bene cosa significa la mia e la nostra battaglia.

La vera sfida

Hanno paura. Quando l’assemblea del Coordinamento ha raccolto i nomi della disponibilità a candidarsi mi chiese quella peggiore: pubblicisti per Odg regionale. Nessuna altra lista ha presentato pubblicisti, solo noi. Hanno paura di mettere in discussione il sottopotere di questi personaggi. Ho deciso di candidarmi accogliendo la richiesta del collettivo con una consapevolezza: il vero obiettivo non è l’elezione, ma rafforzare il Coordinamento in tutta la regione. Stiamo provando a portare almeno un collega precario nel consiglio nazionale o regionale e siamo consapevoli che è una battaglia durissima: mancanza di seggi nelle altre province, precari non in regola con le quote, le truppe cammellate e telecomandate. Proprio ieri siamo stati a Pontecagnano. I colleghi, delusi e pieni di rabbia per l’abbandono in cui versa il territorio di Salerno, hanno trovato una spinta. Non è solo il fatto di votare, ma quello di avere un Coordinamento anche lì come già avviene ad Avellino e a Caserta. Ecco cosa produce questa battaglia: maturare consapevolezza, autorganizzazione della rappresentanza e della capacità di aprire vertenze senza elemosinarle con il cappello in mano. Di tutto hanno paura, tanta paura. Sono arroccati nelle loro clientele politiche e nella loro servitù al padrone.

Il 19 maggio

Io resto candidato e chiedo a tutti di votare me e gli altri candidati del Coordinamento, pubblicisti e professionisti. Anzi, in queste ore sta arrivando la disponibilità dei colleghi a farmi compagnia come candidato. Colleghi che sono pure compatibili con le LORO regole. Sarà un piacere non essere solo (e già non lo sono): bisogna far arrivare quanto più consenso possibile per noi. A breve l’assemblea del Coordinamento deciderà. Intanto che dirvi: mai abbassare lo sguardo e ricaccia indietro la loro infamia. Sabato 11 maggio GIORNALIST PRIMO DELLA LISTA, il nostro evento: ore 17 dibattito, dalle 22 grande festa con dj set di Bancarella del terrone. Possono spezzarci, ma non ci piegheranno mai.

Ah, grazie ancora a tutti coloro che mi hanno mandato sms, mi hanno telefonato o inviato mail: avrò memoria di ferro per voi. E ne avrò, tantissima, anche per chi tace, chi resta indifferente e a chi continua a essere un servo sciocco.

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19 maggio: lettera ai pubblicisti campani

Ecco come votare alle prossime elezioni Odg in Campania

Ecco come votare alle prossime elezioni Odg in Campania

Ciao collega pubblicista, mi rivolgo a te che sei giornalista a tutti gli effetti. Sono le 9 del mattino e sei già pronto per andare in giro a caccia di una notizia. Lo so, il pezzo di ieri lo hanno ridotto a 1200 battute, tagliando le dichiarazioni della tua fonte. Oggi inizia un’altra giornata sempre per 3-5-10 euro ad articolo. Poi c’è l’ufficio stampa dell’evento da dover preparare. E anche tu pubblicista videomaker, sempre di corsa da un fatto all’altro per catturare le immagini da vendere e se va bene ti pagano 20 euro per un video. E ancora tu pubblicista che dirigi il portale on line facendoti il mazzo 12-14 ore al giorno. E ancora quelli in tv, nelle radio e i tanti, troppi collaboratori che nemmeno sono pagati. A voi, che dopo anni di lavoro senza possibilità di praticantato o che da poco siete iscritti all’elenco, chiedo due minuti del vostro prezioso tempo.

Vi scrivo questa lettera perché ho deciso di candidarmi al consiglio regionale dell’Odg. No, non è stata solo una mia decisione. Il Coordinamento giornalisti precari della Campania ha voluto me e Chiara Di Martino (Odg nazionale) come candidati pubblicisti. Siamo gli unici che svolgono la professione e si sono candidati. Lo so, sentite lontano e inutile l’Odg. Ci passate una volta all’anno (e nemmeno) per quel bollino che costa di 90 euro.  Da quanto tempo non votate? Anzi, ci siete mai andati a votare? Quasi mai, lo so. Quando ho deciso di candidarmi, alcune persone che mi vogliono bene mi hanno detto: “Chi te lo fa fare?”, “Quelli sono voti blindati, perderai nettamente”. Puo’ darsi, ma non hanno capito esattamente quando si vince e si perde nella nostra categoria.  In Campania ci sono 8400 iscritti all’elenco pubblicisti: noi ci rivolgiamo solo a chi veramente svolge la professione e ora vi spiego qual è la posta in gioco.

I giornalisti precari in una manifestazione a Napoli. Saranno candidati alle prossime elezioni per il rinnovo dell'Odg

Il 19 maggio arriveranno avvocati, commercialisti, politici e saltimbanco con quel tesserino. Sono pronte truppe cammellate e telecomandate che voteranno in massa per chi da anni siede sulle poltrone della categoria senza aver fatto nulla.  Le altre due pseudo liste non hanno nemmeno provato a candidare pubblicisti: a loro conviene una complice e conveniente resa. Nei prossimi giorni vi arriverà una mail come fosse un’intimidazione: devi votare questi tre nomi, firmato il vicepresidente dell’Odg (e qualche volta anche candidato alle elezioni politiche). Non farlo, è un sopruso. Loro decideranno chi deve rappresentarti, sì proprio tu che ogni giorno ti smazzi a fare il giornalista. Da loro non sentirai parlare di ciò che potrebbe fare l’Odg della Campania con poco e una buona dose di volontà:

- Aggiornamento su legislazione e deontologia, formazione, assistenza su questioni legali, fiscali e contributive, approfondimento sulla nuova norma del ricongiungimento (la possibilità di poter sostenere l’esame da professionista dal I gennaio 2014) e sulla legge dell’Equo compenso; denuncia dei corsi truffa; stop a nuovi master nella nostra regione e applicazione della Carta di Firenze.

Secondo voi perché non lo hanno mai fatto? A parte tutte le dietrologie, gli ammiccamenti e le clientele del caso c’è un aspetto importante: non hanno la più pallida idea su dove stia andando la nostra professione. Manca la lettura del presente e la visione del futuro: web, social, multimedia, nuova editoria e comunicazione 2.0. Di fronte a questa loro impreparazione si arroccano e si chiudono a riccio. Vedono il Coordinamento come un’esperienza pericolosa e infatti arrivano insulti: “disperati, pezzenti, sfigati”. Hanno paura della fine del tempo che fu e di perdere quel briciolo di potere. Pensano che per noi conterà la “vittoria elettorale” e non hanno capito che stiamo costruendo una rappresentanza che li travolgerà. E voi, cari pubblicisti sarete determinanti. Lo so, avete una-due quote arretrate che non vi permette di votare. Qualche collega ha fatto un sacrificio enorme saldando anche 3 quote arretrate per poterci votare il 19 maggio.  Fin quando l’Ordine esisterà, ci sarà qualcuno che decide sulla nostra testa. Non lo possiamo permettere. Questo organismo avrà funzione di garanzia e rispetto delle regole, ha le risorse per fare le cose che ho scritto sopra e anche di più.

La locandina del Coordinamento giornalisti precari della Campania

Caro pubblicista, la solitudine del proprio lavoro è la vera sconfitta. Tre anni fa abbiamo costruito un collettivo, una rete (regionale e nazionale) che è diventata comunità: lotta, confronto, unità per la difesa dei colleghi sfruttati e vessati, scambi di esperienze professionali. Se hai deciso che il giornalismo è la tua professione non far decidere a un avvocato o a un politico qualunque su chi sia un degno rappresentante dei pubblicisti.

Caccia via la paura, non credere a chi dice “sei bravo, farai strada” mentre ti paga una miseria e non rincorrere politici-assessori per una raccomandazione che ti farà servo. Studia, formati, tieni la schiena dritta e non accettare che i tuoi diritti diventino concessioni. Da tre anni con decine di colleghi ci mettiamo la faccia:  le nostre battaglie, le nostre proposte, i nomi dei candidati e i risultati ottenuti li trovi qui.

Ciao collega pubblicista, grazie se hai perso questi 2 minuti del tuo prezioso tempo. Ora puo’ continuare la nostra giornata di lavoro smazzato, sudato e conquistato. Uniti si vince, come gridavano alcuni  banditi tanti anni fa. 

Contatti utili  per info, riunioni, adesioni e richieste di incontro:

http://www.cronisti.infogiornalistiprecaricampania@gmail.comhttp://www.facebook.com/giornalistiprecari – twitter: @cronistiprecari

Sabato 11 maggio evento all’auditorium Verbano di Mezzocannone 14: dibattito e festa serale. Nei prossimi giorni info più precise.

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I giornalisti precari e la promessa mantenuta

I giornalisti precari in una manifestazione a Napoli. Saranno candidati alle prossime elezioni per il rinnovo dell'Odg

I giornalisti precari in una manifestazione a Napoli. Saranno candidati alle prossime elezioni per il rinnovo dell’Odg

L’estate scorsa si tenne una riunione nella sede dell’Odg Campania. Come Coordinamento fummo invitati e partecipammo con alcuni colleghi. Erano presenti giornalisti dei principali quotidiani, tv locale e della Rai. A margine di questo incontro si avvicinò a me Carlo Verna, ex presidente di Usigrai. Con il sorriso sulle labbra e una certa convinzione mi disse: “La vostra è una battaglia sacrosanta, ma dovete scendere in campo: noi dobbiamo cedere il passo alla vostra generazione negli organismi di categoria”. Ecco, il Coordinamento prese quell’invito alla lettera e ieri ha annunciato la propria lista alle prossime elezioni per l’Ordine dei giornalisti nazionale e regionale:

“ELEZIONI ORDINE DEI GIORNALISTI, IL COORDINAMENTO PRECARI PRESENTA LA SUA LISTA” – Dopo tre anni di denunce e battaglie a difesa delle migliaia di giornalisti sfruttati e malpagati e dopo aver contribuito all’approvazione della Carta di Firenze e della legge sull’Equo compenso, il Coordinamento dei giornalisti precari della Campania ha deciso di presentare propri candidati alle elezioni per l’Ordine dei giornalisti regionale e nazionale. Siamo convinti che sia giunto il momento di affermare la rappresentanza negli organismi di categoria: i precari votino i precari, quelli che lottano da tre anni. La nostra lista si presenterà con un preciso programma scritto, aperto alle modifiche di tutti coloro che vorranno dare un contributo. Nei prossimi giorni renderemo pubblici i nomi dei colleghi candidati, professionisti e pubblicisti”.

Insomma, caro Carlo Verna, e cari colleghi che in questi anni avete mostrato la vostra “sensibilità” nei confronti della maggioranza della categoria sfruttata e precaria, abbiamo mantenuto quella promessa. E voi? Adesso vi farete da parte sostenendo la nostra lista? Confidiamo che, come noi, sappiate mantenere le vostre promesse.

Per tutte le informazioni sulla campagna del Coordinamento giornalisti precari della Campania:

www.cronisti.info

giornalistiprecaricampania@gmail.com

www.facebook.com/giornalistiprecari

Twitter: @cronistiprecari

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Grillo, Il Mattino e la busta n°3

foto per blogBusta n°1: ti svegli alle 6.45, prendi il treno. Quattro chiacchiere con i pendolari, fai mente locale sulla giornata: sito, comunicati, articoli, programmazione inchieste e reportage, interviste. Apri il pc e c’è Beppe Grillo che vomita: “vai a vedere quanto pagano i loro precari, i giornalisti: 5, 6, 10 euro ad articolo. E’ chiaro – ha aggiunto – che un ragazzo che prende dieci euro ad articolo non va a controllare le fonti dei suoi articoli: fa un articolo, lo sbaglia, fa un altro contro-articolo, poi fa una smentita, fa tre articoli e porta a casa uno stipendio. E’ questa l’informazione”.

Busta n°2: ore 12, arriva la segnalazione. Rapida discussione, veloce confronto e la decisione di intervenire sul fatto grave. Il Coordinamento denuncia: “l quotidiano Il Mattino taglia i compensi dei collaboratori esterni dal 1 marzo. Con una lettera inviata nei giorni scorsi dall’Amministrazione (sotto immagine della lettera), il nuovo direttore, Alessandro Barbano informa i colleghi che “…il perdurare di una “grave e difficile situazione economica generale e di settore” determinerà la “…riduzione dei compensi delle collaborazioni giornalistiche. Non è dato sapere a quanto ammonta il taglio e chi saranno i collaboratori sui quali si abbatterà la scure del giornale di via Chiatamone. Ciò accade, in assoluta controtendenza con quanto sta avvenendo a Roma, dove è stata convocata la prima seduta della Commissione sull’equo compenso per i giornalisti. Piuttosto che ottimizzare le proprie risorse, Il Mattino decurta i compensi, in molti casi già bassissimi, dei collaboratori esterni che, come dimostrato da un dossier del Coordinamento dei giornalisti precari alcuni mesi fa, firmano oltre il 70 per cento degli articoli che compaiono sulle sue pagine”.

Busta n°3: Avete rotto il cazzo e qui non c’è orario. Grillo, Caltagirone e tanti altri. Sabato scorso a una manifestazione elettorale, alcuni operatori sociali, durante una protesta legittima, hanno iniziato a insultarmi: “venduto, sedicente giornalista, che ti hanno promesso?”. Un cazzo mi hanno promesso. Mi sveglio all’alba ogni mattina, lavoro 12-14 ore al giorno come centinaia e migliaia di colleghi per guadagnarmi il pane. Quale comprensione vuole il direttore de Il Mattino? Quali altri insulti dobbiamo sorbirci? E ora vogliamo rappresentare noi stessi dentro questa categoria allo sbando: appuntamento a maggio, elezioni Odg. I voti dei precari vadano ai precari. I Coordinamenti ci saranno.

P.S.: scusate i francesismi, ma la misura è colma

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#arreVoto2013 Ecco i cannibali

La campagna elettorale arriva nel suo momento trash

La campagna elettorale arriva nel suo momento trash

Tutti stavamo aspettando il momento trash. Ed eccolo arrivare. Non è un caso che assistiamo a eruttazioni e porcherie verbali su banche e fascismo.

Mps: Bersani dice di voler sbranare chi adombra sospetti. Voi riuscite a immaginare Enrico Letta inseguire Brunetta o Gasparri per azzannarli? Io no. Al momento è meglio  far rientrare le zanne: c’è da capire quanto e come il Pd ci sia dentro fino al collo.

Fasci da allevamento: Casa Pound va in galera, il loro simbolo  viene escluso dalle elezioni e il Nano cosa fa? Un bel rutto su Mussolini e fascismo “che ha fatto cose giuste”. Dice bene Gianni Riotta su La Stampa: Berlusconi manda messaggi al sottoproletariato di borgata dove anfibi e camicie nere sono ben conservati negli armadi.

Colpi bassi. Eppure il peggiore di tutti è stato Carlo Giovanardi. L’uomo della legge sulle droghe, il cattolico anima pia vomita un insulto dei più beceri contro Ilaria Cucchi. E lo fa insultando la memoria di suo fratello, ucciso dalla violenza di Stato.

Ovviamente non dimentico un altro trash per eccellenza, Mario Monti. Il banchiere prestato alla politica che bacchetta i partiti collusi con le banche. Ieri mattina dal fruttivendolo, in un improvvisato comizio, sono riuscito a togliere 5 voti su 5 persone al suo schieramento:  obiettivo personale è togliere almeno 2-300 voti al prof. Questo sarà il mio impegno per questo campagna elettorale trash: perché non ci provate anche voi?

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#arreVoto2013 – Grullo o banchiere estremista?

Monti bisUn capolavoro di controsenso e incoerenza. Mario Monti interviene sull’affaire Mps e bacchetta il Pd sui rapporti tra politica e banche. Parla proprio lui: consulente della Goldman Sachs, figlio e nipote di banchieri, da premier ha distribuito 11 miliardi di euro alle banche italiane. Proprio lui che non ha ancora risposto sugli eventuali rapporti con il Gruppo Bildenberg. Proprio lui che i banchieri se li è portati al governo, li sta candidando e si ripropone per il governo del Paese.

A proposito di governo uscente. Ecco alcuni regali di questo mese:

Ecco cosa afferma dal suo profilo facebook Paolo Ferrero: “a gennaio centinaia di migliaia di lavoratori invece della mobilità o della disoccupazione speciale hanno ricevuto 10 (dieci) euro dall’INPS. Il motivo è che a fine dicembre una circolare del governo ha imposto all’INPS di trattare i lavoratori in mobilità, stagionali e precari vari, presumendo un reddito altissimo in modo da far scattare a loro carico l’aliquota maggiore e di togliergli tutte le agevolazioni fiscali. Il risultato è stato che invece della normale indennità questi lavoratori disoccupati hanno ricevuto 10 euro. Questi lavoratori dovranno chiedere il rimborso al fisco e aspettare mesi o anni per riavere indietro quanto il governo ha deliberatamente rubato per fare cassa”.

Intanto un altro suo ministro tecnico combina un bel guaio: sono a rischio le iscrizioni alla scuola dell’obbligo per i figli di migranti senza permesso. Cosa che viola l’articolo 38 del Testo unico Immigrazione e quello 45 del suo regolamento.

Solo per citarne un paio, ma la lista è lunga. Eppure il professore bacchetta: siamo di fronte a un grullo o a un banchiere estremista?

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#arreVoto2013 – Nick ‘o ‘merican, up and down

 

Nick scappa e poi si arrende: sarà fuori dalle liste del Pdl

Nick scappa e poi si arrende: sarà fuori dalle liste del Pdl

“Mi sta cercando da ore, Berlusconi. Lascia messaggi. Ma non rispondo. Sono schifato. Si è svenduto tutta la sua cultura garantista per un pugno di voti”. Nick sta parlando. Up and down, finalmente. Ecco il sussulto di questa campagna elettorale. Parla a tutto a campo: caso Noemi Letizia, vicenda rifiuti e tanto altro. Il padre-padrone del Pdl campano è fuori dai giochi e non riesci capacitarsi. Dalle parole rilasciate a Repubblica è chiaro che medita una vendetta. Quanti voti riesce ancora a controllare e spostare? I suoi fedelissimi, come Giggin ‘a purpett, riusciranno a farsi nuovi garanti in Campania? Probabilmente no.

Berlusconi prova a chiamarlo da giorni e Nick non risponde. Ora sono in difficoltà perché senza di lui è complicato ricucire gli strappi interni. ”Ma non hanno capito che io mo’ devo pensare a me? Si mettessero loro a riparare i cocci”. La solitudine di Nick ‘o ‘merican, casalese di nascita, o sarà vendetta dell’uomo politico più potente della Campania?

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#arreVoto2013 – Scelta Civica o incivile?

Gaffe di esponenti di Scelta civica: articolo 18 come il terrorismo

Gaffe di esponenti di Scelta civica: articolo 18 come il terrorismo

Che giornata il 22 gennaio. È stato il giorno di Nick ‘o ‘mericà e della sua conferenza show a Napoli. Eppure la campagna elettorale, nel suo secondo giorno ufficiale, ha regalato due perle. Entrambe riguardano lo schieramento sobrio, tecnico e moderato del professore Mario Monti (a proposito, vuole dire qualcosa sul gruppo Bildenberg? Anche un tweet! Dai prof! ndr).

Scena 1, Milano. Gabriele Albertini, ex sindaco a Palazzo Marino, adesso è candidato come governatore della Lombardia per Scelta civica. Ieri mattina, però, le sue parole hanno poco a che fare con la civiltà o il civismo. Durante la trasmissione Agorà ha associato l’articolo 18 al terrorismo. Ha paragonato le battaglie del movimento operaio nel ‘900 agli anni di piombo. E così anche un signorotto alto borghese, pacato e spiritoso, ripete le gesta che furono di Letizia Moratti durante la campagna del 2011. E questo è un serio indizio che hanno sbagliato nome alla lista.

Scena 2, Tu non voti. I ministri di un governo che non è espressione del voto democratico dichiarano che ha problemi di costituzionalità permettere a 25mila giovani studenti Erasmus di votare. Siamo all’ossimoro, tragicommedia. Gente che non si è mai misurata con la rappresentanza e il voto dei cittadini decide sull’agibilità democratica del nostro Paese. Ed ecco il secondo indizio: la scelta non è civica, hanno proprio sbagliato nome.

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#arreVoto2013 – Dai Nick, rovinali!

Nick scappa e poi si arrende: sarà fuori dalle liste del Pdl

Nick scappa e poi si arrende: sarà fuori dalle liste del Pdl

Un giorno da leoni. Anzi, era iniziata con una notte di ruggiti. “Vi rovino”. Nick ‘o merican lo ha gridato al telefono. Ai microfoni del collega Claudio Pappaianni di Servizio Pubblico si era aperto come non mai e mandato  messaggi precisi al nano. Eppure da Arcore arrivavano solo brutte notizie: fuori Scajola, Dell’Utri, Papa. E tutti che chiedevano un passo indietro. Nick non si voleva arrendere. Allora ha preso tutte le carte per depositare le liste dei candidati campani e ha iniziato a correre. Come nella locandina del film famoso, l’immaginario collettivo vedeva Nick correre sui tetti e sfrecciare lungo le strade per sfuggire ai gringo del Cavaliere nero.

Alla fine, invece, si è arreso. Mai fu più profetico il titolo del libro tanto odiato: Il casalese – Ascesa e tramonto di un leader politico in Terra di lavoro. La corsa è finita Nick, il 26 febbraio si schiudono i cancelli del carcere. E allora che aspetti? Oggi in conferenza stampa mantieni la tua promessa: rovinali.

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#arreVoto2013: la campagna elettorale sia con voi

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Credo sia un bisogno terapeutico, ma per 30 giorni scriverò di elezioni. La campagna elettorale inizia ufficialmente oggi e si chiuderà il 23 febbraio. Bisogna difendersi e reagire. Aggredire la campagna elettorale, prenderla a muso duro. Voto o non voto, almeno #arreVoto. In napoletano “arrevoto” vuol dire scoperchiare, rivoltare. Nel mio piccolissimo e umilissimo spazio di questo blog proverò a fare domanda al cielo, domande che non sento fare in giro. E, ovviamente, mi sfogherò.

Berlusconi, Bersani, Monti, Ingroia e Grillo. I giochi sembrano già fatti, piccole sfumatura a parte. In mezzo ci sono tante persone oneste che si impegneranno e si candideranno. Eppure questo sforzo sarà mortificato. Tutto è previsto o prevedibile. Monti sarà al governo con poco meno dell’10%. Dalle dichiarazioni degli ultimi giorni esce fuori questo: se voti Monti, lui va al governo. Se voti Pdl, Monti va al governo. Se voti Pd e Sel, Monti va al governo. Ingroia e Grillo, invece sono impegnati a costruire una pattuglia di opposizione. Il mio eroe, però, è lui. Mario, il prof, quello sobrio, tecnico. Quello che ci ha riportato in Europa. Quello che non mi convinse per niente sui motivi della sua nomina a capo del governo. Quello che a cui farò ogni giorno le stesse domande:

Ciao Mario, cos’è il Gruppo Bilndenberg? Ha mai partecipato a una riunione di questo sedicente gruppo? Il giudice Ferdinando Imposimato ha dichiarato qualche giorno fa che ci sarebbe questo Bildenberg dietro le stragi di Stato: vuole commentare?

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